Con l’introduzione del DSM V, tale disturbo è stato eliminato dalla classificazione ed inserito nel quadro dei Disturbi dello Spettro Autistico.

Perché un soggetto venga inserito all’interno di tale quadro diagnostico deve rispondere  a precisi criteri, quali:

  1. DEFICIT nella COMUNICAZIONE SOCIALE ( deficit comunicativo + deficit di reciprocità sociale ) costituito da 3 elementi :

– Deficit nella reciprocità sociale ed emotiva

– Deficit nel comportamento comunicativo non verbale

– Deficit nella capacità di formare e mantenere relazioni sociali in modo adeguato all’età

  1. DEFICIT dei COMPORTAMENTI RIPETITIVI:
  • stereotipie motorie o verbali
  • interessi circoscritti
  • resistenza al cambiamento
  • e risposta anomala agli stimoli sensoriali

Per giustificare la diagnosi di ASD , il paziente deve:

  • Presentare tutti e 3 gli elementi della categoria “ deficit della comunicazione sociale” e almeno 2 elementi della categoria “comportamenti ripetitivi”
  • I sintomi devono essere presenti nella prima infanzia , ma possono rendersi evidenti successivamente, in circostanze in cui sono richieste abilità sociali a cui il soggetto non riesce a far fronte . ( Invece del riferimento alla comparsa dei sintomi entro i 36 mesi ).

La diagnosi di ASD inoltre viene definita con una scala numerica da 1 a 3, ove ad un numero maggiore corrisponde un livello di gravità del disturbo superiore.

Ciò che ne consegue è che le precedenti diagnosi di Sindrome di Asperger, verranno ora classificate come Disturbo dello Spettro Autistico.

Uta Frith e Tony Attwood sono due tra i più famosi teorici che si sono dedicati ai bisogni di soggetti autistici ad “alto funzionamento”. Secondo l’opinione di questi autori, è importante sostenere questi soggetti nel superamento delle difficoltà dovute a carenze nella Funzioni Esecutive, nella lettura/gestione delle proprie ed altrui emozioni, nella strutturazione di una maggiore sicurezza di sé e nella capacità di far fronte agli imprevisti.

Le persone che sono affette da Disturbi dello Spettro Autistico, spesso vengono definite come poco interessate alla qualità dell’interazione ed all’altro; ciò è vero solo in parte, in quanto buona parte delle persone con Sindrome di Asperger, dimostrano interesse e piacere nelle relazioni quando sufficientemente supportate e formate. Le principali difficoltà sociali, emergono dalla qualità della comunicazione e dalle difficoltà a cogliere il linguaggio non verbale ed i doppi sensi spesso utilizzati nei contesti informali. Risulta limitante per lo sviluppo di relazioni durature la presenza di interessi ristretti, il linguaggio disinibito e/o infantile e la scarsa tolleranza al cambiamento. Affinché la qualità della vita sia il più possibile alta, è importante che interventi in tali aree siano il più possibile precoci e mirate sulle difficoltà specifiche del singolo soggetto. La psicoterapia e/o interventi di stampo psicoeducazionale in tali aree possono essere una grande risorsa per i soggetti in questione e per i loro familiari. La letteratura ha inoltre evidenziato l’efficacia dell’implementazione di tali interventi con il supporto di registrazioni video da discutere insieme ai ragazzi, il lavoro in piccoli gruppi con soggetti con livello di funzionamento simile, l’intervento attraverso tecniche di drammatizzazione teatrale. Uno dei maggiori fattori di rischio per soggetti con un alto livello cognitivo è lo sviluppo di forme depressive, dovute alla percezione di se come diversi e distanti dagli altri. L’intervento psicoterapico, può essere un fattore protettivo anche contro l’insorgenza di tali problematiche.